29-06-2019 4 minuti

Libra contro bitcoin! La risposta è ...

avv.paolonardella Scritto da Paolo Nardella

Nel 2009, in un blocco di transazioni Bitcoin, il suo creatore, Satoshi Nakamoto, inserì un'affermazione che si rivelò profetica: "Sarei stupito se tra 10 anni tutto il Mondo non parlasse di Bitcoin. Tra 20 anni Bitcoin o sarà un evento universale o sarà morto".

 

Oggi, a distanza di dieci anni, possiamo affermare che la prima parte della sua previsione si è avverata. Fra 10 anni potremo scoprire il resto. 

 

Non sappiamo se Bitcoin sarà un evento universale o scomparirà ma di certo non sarà Libra, il progetto di Zuckerberg ( da quanto si apprende aspirante banchiere centrale), a ucciderlo. Libra non ha alcuna analogia con Bitcoin.

 

Bitcoin parte da lontano e già prima del 2008, anno in cui Satoshi annuncia di aver risolto il problema del double spending e di aver creato una currency digitale decentralizzata,  scambiabile peer to peer, crittograficamente sicura, con transizioni trasparenti  ed anonima, anarchici e cyberpunk cercavano il modo di avere una moneta  svincolata da logiche centralizzate al fine raggiungere una delle libertà più ambite, quella finanziaria. 

 

Furono tanti i tentativi di creare una moneta alternativa a quella delle istituzioni centrali, Stati e banche, che in cambio di " titoli al portatore", oggi non più rappresentativi, se non della fiducia in chi li emette, da sempre rivendicano come contropartita la libertà.

 

Per inquadrare il Bitcoin rispetto alle differenze con il progetto di Facebook (Libra) non si può prescindere dallo specificare e tener presenti alcuni elementi fondamentali:

 

1) Sono stati la ricerca della libertà economico-finanziaria e il desiderio di sottrarsi al controllo monetario di enti centrali ed oligarchici a dare origine al bitcoin. 

 

2) Il Bitcoin (protocollo) e la sua Blockchain (registro) non sono gestiti da nessun ente centrale ma da tutti, e utilizzano la potenza di tutti i nodi del network che garantiscono il buon funzionamento della rete.

 

3) Bitcoin e Blockchain conferiscono libertà e democrazia finanziaria perché: il protocollo Bitcoin sostituisce la banca e l’ intermediario nella verifica della regolarità della transazione mentre la Blockchain la registra, rendendo pressocché impossibile manipolare e o modificare i dati in essa registrati (origine e destinazione delle transazioni, il loro valore, data e ora). Ogni tentativo di modifica fraudolenta diventa troppo dispendioso rispetto ai vantaggi che si avrebbero a modifica effettuata ( problema dei generali bizantini ).

 

4) I lemmi Block e Chain, poi diventati Blockchain per consuetudine letteraria, coniato dallo stesso Satoshi Nakamoto, identifica una catena di blocchi uniti l'uno all'altro per mezzo della crittografia, avente la peculiarità di essere PUBBLICA, DISTRIBUITA,  DECENTRALIZZATA, SICURA e TRASPARENTE.  La decentralizzazione, la distribuzione dei nodi, l'assoluta impossibilità di controllo del network se non con decisioni a maggioranza assoluta dei partecipanti, caratterizzano bitcoin e tutte le criptovalute ad esso ispirate.

 

5) Tutte le volte che si parla di Bitcoin ( la madre di tutte le criptovalute, la prima che ha reso possibile la disintermediazione dello scambio di valore ) e di conseguenza delle medesime valute digitali non è possibile prescindere dai principi fin qui enunciati. 

 

La confusione lessicale che aleggia sul termine (cryptovaluta) ha reso possibile tutta una serie di fraintendimenti, la nascita di equivoci, la mancanza di un inquadramento giuridico netto e conseguentemente poco chiaro.

 

Bitcoin così come tutte le altre criptovalute sono definibili tali solo se incarnano radicalmente senza attenuazioni, i principi sanciti da Nakamoto sopra citati e le conseguenti peculiarità: assenza di controllo da parte di un'unica entità o un gruppo ristretto di entità)  distribuzione delle informazioni, libero accesso,  libero scambio (peer to peer), decisioni basate sulla maggioranza assoluta dei componenti del network e trasparenza. Tutto il resto è qualcosa che può, volendo, rappresentare digitalmente un valore (se accettato da chi decide di farne uso) ma che non può essere definita come criptovaluta.

 

Bitcoin e le criptovalute dunque non sono semplici evoluzioni della moneta corrente ma una loro rivoluzione.

 

Ciascun individuo può decidere di scambiare qualcosa con qualcos'altro, che sia denaro, beni o una rappresentazione digitale di valore, ma se si vuole seguire la scia che ha portato il bitcoin ad essere il fenomeno rivoluzionario che oggi tutti conoscono non si può non comprenderne il perché ed il come tutto ciò sia stato possibile.

 

Con queste dovute argomentazioni, diventa impossibile accostare il progetto Libra al concetto di criptovaluta.

 

Libra non sarà basata su una "Blockchain" come bitcoin o meglio "sulla Blockchain" che rende forse più chiaro il concetto di univocità del termine non incarnando i principi di Nakamoto. 

 

Libra consentirà ai suoi proprietari il controllo totale delle transazioni e dati degli utenti. Le promesse di non detenere dati non sono credibili, se fatte da giganti del web che hanno investito miliardi in siti e app dove sono quest’ultimi la principale fonte di lucro. Questi dati  sommati a quelli di Facebook, Instagram, Whatsapp e di tutte le controllate da Facebook, permetteranno una profilazione spaventosa, e dunque un controllo, di tutti coloro i quali utilizzano ed utilizzeranno tali social network nonché Libra.

 

È emblematico che nel progetto di Libra si parli di “controllo da parte di Libra Association”, a differenza del progetto di Bitcoin dove la parola “controllo” non è mai stata menzionata se non per dire che controllo non c'è e non potrà esserci.

 

A sostegno di Libra, ci sarà una riserva di asset reali per assicurarne la stabilità nel mercato e per proteggerla da speculazioni. Nel Bitcoin il valore sottostante è la fiducia. La Libra viene EMESSA, il Bitcoin MINATO. 

 

Libra non è una criptovaluta. Il sistema Libra è semmai paragonabile a un nuovo sistema di pagamento, ad elevato standard tecnologico, la cui singola moneta è paragonabile a un titolo rappresentativo di titoli, a un etf liquido, facilmente scambiabile, che, grazie alla possibilità di considerarla una riserva di valore, unità di conto e mezzo di scambio, può essere utilizzata come moneta.

 

Detto questo non è in dubbio la validità del progetto di Zuckerberg, bensì il tentativo di accostarsi a progetti con caratteristiche completamente differenti e la consapevolezza di tale affermazione è fondamentale. 

 

Chiunque, se in un ristorante leggesse sul menù "pastasciutta" e gli fosse servita della pasta di soia con il ketchup, troverebbe difficoltà ad accettare quel malinteso (fermo restando che c'è anche chi preferisce la soia ed il ketchup alla pasta con il pomodoro vero), la differenza tra Bitcoin e Libra è proprio questa: uno è fatto con la ricetta originale, l'altra di originale ha solo il nome, ma neanche troppo, gli ingredienti non corrispondono nemmeno lontanamente a ciò che ci si aspetta di trovare nel piatto.