La Blockchain al servizio della Pubblica Amministrazione

Fino ad oggi, la Blockchain, ha sempre avuto usi circoscritti quasi esclusivamente all’ambito economico finanziario ma, come abbiamo accennato nell’articolo precedente, le applicazioni di tale tecnologia possono essere molteplici. 

 

Parte proprio da qui, dalla Nostra Italia, il viaggio alla scoperta di come la Blockchain possa essere, di fatto, una risorsa non solo nel privato ma, soprattutto, nel settore della pubblica amministrazione.

 

Quest’ultimo infatti ha la necessità di tessere legami di interoperatività e cooperazione, necessarie soprattutto quando si hanno davanti procedure complesse.

 

Si parla interoperatività nel momento in cui si instaura un dialogo fra differenti settori della stessa amministrazione. I soggetti, in questo caso, sono trust, verificati, come logico che sia visto che entrambi hanno la certezza dell’autenticità delle informazioni scambiate.

 

Differente il discorso nel momento in cui uno dei due soggetti non è trust. In questo caso, grazie alla Blockchain, è possibile eseguire verifiche successive all’inoltro dei dati. Questa operazione può di fatto essere automatizzata grazie alla catena di blocchi che compone il registro distribuito o essere verificato dalle autorità competenti.

 

Pare impossibile ma, in Italia, anche questa volta, abbiamo uno dei primi esempi di applicazione della Blockchain nelle P.A. Il Comune di Bari ha infatti implementato tale strumento come mezzo di verifica dello status economico-finanziario delle società che partecipano ad appalti pubblici, nello specifico per quanto riguarda il processo di gestione delle polizze fideiussorie. 

 

Numerose sono infatti le occasioni in cui le società risultanti vincitrici dell’appalto avessero costruito ‘Ad Hoc’ i bilanci e le previsioni di spesa. La conseguenza di tali comportamenti determina, oltre che una lungaggine nelle tempistiche di realizzo dell’opera dovuta al fallimento della Società vincitrice, un inutile sperpero di danaro pubblico.

 

Una soluzione tanto ‘semplice’ quanto efficace per limitare gli sprechi e, soprattutto, combattere la criminalità organizzata, nonché l’evasione fiscale.

 

Uno sguardo extracontinentale però ci fa desumere di non essere gli unici. In Cina, come negli USA, alcune società come MXC stanno facendo studi di progetto riguardo le smart city.

 

Un programma ambizioso, da studiare e seguire con attenzione.