Bitcoin: Il contesto storico, whitepaper e tecnologia

Fonte immagine: Cryptorivista, Tommaso Coppola

Finalmente è giunto il momento tanto atteso: tratteremo della criptovaluta bitcoin, riassumendone brevemente l’excursus storico e le caratteristiche principali indispensabili per comprenderne il valore intrinseco di sicurezza, trasparenza ed affidabilità.

Se hai saltato gli articoli precedenti ti consiglio di dargli un’occhiata prima di proseguire con quest’ultimo approfondimento.

Il Contesto storico e il white paper

Nel non lontano 2008, da qualche parte nel web un anonimo individuo o gruppo di persone, con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto[1], pubblica il documento “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”. Ancora oggi non ne è nota l’identità anche se in molti ne hanno vantato la paternità. Tuttavia fino ad ora nessuno è riuscito a fornire prove esaustive a dimostrazione delle proprie assunzioni. 

L’intento del creatore della tanto famosa criptovaluta bitcoin e della tecnologia che ne è alle fondamenta, una blockchain decentralizzata, era quello di creare un metodo di pagamento elettronico che non avesse bisogno di un’autorità centrale per funzionare e che non avesse né limiti o controlli alcuni. L’idea di base era quella di svincolarsi dai regimi bancari eliminando il ruolo di intermediazione finanziaria e di gestore delle transazioni economiche tra i diversi soggetti, per creare uno strumento di pagamento innovativo, trasparente e inarrestabile.

Per raggiungere tale obiettivo, furono utilizzate diverse tecnologie e idee già sperimentate in passato, migliorandone l’efficienza in termini di sicurezza e di affidabilità.

La nascita e l’adozione

Sin dalla sua nascita, Bitcoin veniva visto come un gioco tipico dei nerd e di pochi altri appassionati, ma con il passare del tempo in molti hanno iniziato a comprenderne l’importanza diventando pionieri della tecnologia e utilizzandola come metodo di pagamento digitale. 

Successivamente la sua adozione ebbe una forte crescita e questo comportò l’aumento della domanda: le forti richieste di acquisto della criptovaluta ne accrebbero il valore, innescando di fatto il motore speculativo che attualmente gira intorno alla tecnologia e che rende il valore della criptovaluta molto volatile. Ed è questo aspetto speculativo che avvolge la tecnologia come una fitta nebbia ed offusca ancora oggi la vista degli scettici che continuano ad associare termini come truffa, scam, bolla al bitcoin ed alla tecnologia dirompente ed innovativa che ne ha permesso la diffusione, la blockchain.Le principali caratteristiche di questa nuova forma di pagamento derivano dall’utilizzo di tutta una serie di tecnologie che abbiamo esposto negli articoli precedenti (si vedano gli articoli 1-4) e paradigmi vecchi e nuovi[2], combinati per la prima volta in un sistema condiviso e globale.

Aspetti tecnici fondamentali

Ma veniamo alla descrizione di alcuni aspetti tecnici fondamentali del funzionamento, Bitcoin utilizza la crittografia a curva ellittica, per generare una coppia di chiavi:

Chiave pubblica (public key), che rappresenta l’indirizzo sul quale poter ricevere i pagamenti.
(es.1F1tAaz5x1HUXrCNLbtMDqcw6o5GNn4xqX);

Chiave privata (private key), che viene utilizzata per generare la chiave pubblica e che permette l’accesso e la gestione dei fondi disponibili all’indirizzo pubblico.
(es.E9873D79C6D87DC0FB6A5778633389F4453213303DA61F20BD67FC233AA33262);

Attenzione: Non utilizzate questa chiave privata altrimenti chiunque legga questo articolo avrà accesso ai vostri bitcoin!

Queste chiavi sono gestite e generate da software chiamati Wallet (portafoglio) delle APP da installare sui propri dispositivi, che al momento dell’installazione creano la propria chiave privata, di solito una sequenza di parole da custodire con cura (seed), dalla quale calcolano una stringa criptata come nell’esempio precedente, ma approfondiremo questi aspetti negli articoli successivi, riportando anche qualche esempio pratico; sottolineiamo che se un individuo perde la chiave privata del proprio wallet non sarà più in grado di gestire i bitcoin ricevuti sugli indirizzi (chiavi pubbliche) generate con la propria chiave privata persa.

Che cos’è un wallet

Il termine Wallet potrebbe risultare fuorviante, in quanto, in realtà, non è un contenitore di moneta, ma è da intendere come un portachiavi, al cui interno sono conservati i dati che permettono di accedere ai propri bitcoin.

Infatti le criptovalute, nel nostro caso i bitcoin, non risiedono fisicamente in nessun wallet, pc o server connesso alla rete: non esiste un database che riporta una lista di indirizzi e la quantità di bitcoin ivi depositata, perchè come già detto nei precedenti articoli l’intero network è basato su transazioni, ossia record che identificano spostamenti di una certa quantità di criptovaluta da un indirizzo pubblico ad un altro, dunque è importante capire che nessuno possiede fisicamente bitcoin

La quantità di bitcoin riportata nel proprio wallet è il risultato della somma di tutti i valori delle transazioni in ingresso e in uscita da indirizzi pubblici (chiave pubblica) generati con la chiave privata; tale operazione è eseguita ad ogni avvio dell’ APP wallet, che scansionando l’intera blockchain, recupera il totale di bitcoin in nostro possesso, eseguendo una semplice sommatoria dei valori di criptovaluta in ingresso (+) ed in uscita (-) dai propri indirizzi pubblici; questi indirizzi pubblici sono individuati tramite un algoritmo che verifica la consistenza tra la propria chiave privata e gli indirizzi pubblici da essa generati.

Mining: Il processo di creazione di nuovi Bitcoin

I bitcoin vengono “coniati” attraverso un processo chiamato mining, che rappresenta la Proof-of-work su cui si basa il consenso della blockchain. Dedicheremo un articolo di approfondimento sull’argomento e sugli stati di una transazione.

Passiamo ora a descrivere alcuni parametri e peculiarità che caratterizzano una criptovaluta, in particolare considereremo i valori e le proprietà per bitcoin:

Il max supply definisce il numero massimo di bitcoin che potranno essere emessi (tramite mining)

  • Max supply bitcoin : 21 milioni.

Il massimo numero di bitcoin generabili è stato fissato a 21 milioni ed è un valore non modificabile. Non si sa quale sia il vero motivo per il quale Satoshi Nakamoto abbia utilizzato tale cifra come valore massimo.

L’algoritmo crittografico di Bitcoin

L’ algoritmo crittografico utilizzato per crittografare le informazioni trattate dalla blockchain, il metodo crittografico utilizzato ed associato ad una criptovaluta, ovvero la funzione di hashing.

  • Algoritmo crittografico di bitcoin: SHA256

Il tempo di blocco è il tempo medio imposto dal protocollo di rete per generare un blocco aggiuntivo nella blockchain. 

  • Block Time di bitcoin: 10 minuti

La  dimensione del blocco è la grandezza massima in byte che un singolo blocco può raggiungere; rappresenta quindi un vincolo al numero di transazioni che possono essere incluse in un singolo blocco della blockchain.

  • Dimensione blocco di bitcoin: 1 MB (MB-MegaByte)

Perché è stato definito un numero massimo di bitcoin “minabili” ?. 

Per rispondere a questa domanda è necessario fare una piccola escursione nella teoria economica e nel contesto sociale della crisi del 2008.

Come tutti sapranno, per quanto riguardo le monete avente corso legale (FIAT – es. euro, dollaro, yen, etc.)  tradizionali è un’autorità centrale ad avere il monopolio sull’emissione. In base alle condizioni finanziarie del particolare Stato, è quest’ultimo il solo a poter stampare nuova moneta (importante sottolineare come con l’avvento dell’UE ha delegato questa nuova entità sovranazionale alcuni poteri compreso quello di conio). Più moneta viene messa in circolo, più il suo potere di acquisto scende, generando il processo denominato inflazione[4]. Al contrario, una riduzione del circolante causa un deflazione del valore d’acquisto della moneta. 

Nel 2008, la FED[5] e le altre banche centrali hanno emesso un ingente quantità di nuova moneta in circolazione, per sopperire alla mancanza di liquidità delle banche dovuta alla perdita di valore dei titoli in derivati, i quali hanno, contro la volontà del popolo, portato il dollaro ad aumentarne l’inflazione, con conseguente perdita di valore del risparmio privato.[6] Ciò ha causato un enorme fenomeno inflattivo, i cui effetti si sentono ancora adesso.

Bitcoin nasce proprio da questo contesto ribaltando completamente il precedente paradigma, creando una moneta che è deflattiva per natura e che segue un percorso di emissione ben definito e controllato dal software stesso.

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Note

[1] Il nome Satoshi Nakamoto è un nome di fantasia e si riferisce allo sviluppatore (o gruppo di sviluppatori) che hanno scritto e pubblicato il codice sorgente del core di Bitcoin. La sua reale identità è ancora oggi frutto di studi e ricerche e nel corso degli anni si sono susseguite molte teorie che non hanno però risolto il mistero. 

[2] Vedasi articolo 3 ART.3

[4] LINK

[5] Federal Reserve USA

[6] LINK

Crypto menzionate (1)

Bitcoin / BTC

$ 18697.27