Banca Generali investe nel servizio di custodia di Bitcoin con Conio

Fonte immagine: Cryptorivista, Marco Laurenti

Banca Generali fornirà la custodia di bitcoin ai propri clienti a seguito di un accordo con Conio che vedrà la banca acquisire una quota di 14 milioni di dollari nella fintech focalizzata sulle criptovalute.

L’evoluzione dell’interesse

Le istituzioni finanziarie che una volta giravano le spalle alla criptovaluta, ora la stanno abbracciando così come nell’ultimo accordo che dimostra ulteriormente la convergenza tra finanza tradizionale e digitale.

Banca Generali fa parte del Gruppo Generali, uno dei primi dieci gruppi assicuratori al mondo. La banca è nota per la sua innovazione nella tecnologia e nella gestione degli investimenti e vanta uno dei migliori punteggi di diversità del pianeta con le donne che rappresentano il 50% dei suoi 2.000 banchieri privati, una statistica stimolante per un settore dominato dagli uomini.

I dati

I dati di mercato e le indagini del 2020 hanno dimostrato che gli HNWI sono uno dei maggiori segmenti di crescita per la diversità di bitcoin e asset class digitali, ma richiedono servizi di custodia appropriati per ottenere un’esposizione alla criptovaluta. Banca Generali amministrerà questi servizi per i clienti che dovrebbero essere implementati nella seconda metà del 2021.

“La crescita del bitcoin ha attirato maggiormente l’attenzione su questa asset class, in particolare tra i clienti più giovani”, spiega Gian Maria Mossa , CEO di Banca Generali , “La tecnologia blockchain e le valute digitali stanno guadagnando un posto nei sistemi di pagamento globali e, come banca innovativa desiderosa di sviluppare servizi digitali, vogliamo essere in grado di offrire servizi più ampi ai nostri clienti ed essere competitivi in ​​questo nuovo ambiente”.

Conio, la super Fintech “thinked in Abruzzo”

Noi di Cryptorvst siamo felici che Conio, la fintech italiana che si è distinta in questi anni per lo sviluppo di una tecnologia unica nel suo genere capace di strizzare l’occhio a quelle che sono le più importanti aziende finanziarie, da Banca Sella a Nexi arrivando oggi a Generali.

Una realtà unica fatta di persone uniche, in primis Vincenzo Di Nicola che ai nostri messaggi di complimenti commenta cosi:

“Sono orgoglioso che una importantissima realtà italiana come Generali sia rimasta colpita da Conio e che pertanto si siano create sinergie tra il vecchio mondo finanziario e quello “nuovo” al fine di diffondere al meglio le criptovalute”.

L’adozione istituzionale delle risorse digitali ha infatti subito una rapida accelerazione poiché le preoccupazioni riguardanti l’infrastruttura sottostante, la custodia, la volatilità, la liquidità e la chiarezza normativa continuano a essere attenuate. 

Storicamente, le banche sono state autrici delle critiche più dure di questa asset class emergente.

Persino JPMorgan, il cui CEO Jamie Dimon una volta ha definito il bitcoin una frode, ha cambiato tono, suggerendo che l’oro potrebbe perdere la sua brillantezza a lungo termine a causa della preferenza degli investitori istituzionali per il bitcoin. La ricerca della banca ha rilevato che da ottobre sono usciti 7 miliardi di dollari da fondi scambiati in borsa, mentre il Grayscale Bitcoin Trust ha registrato oltre 2 miliardi di dollari di afflussi nello stesso periodo.

Ancora un grandissimo in bocca al lupo a Vincenzo ed a tutto il Team!