Ethereum 2.0: Cosa cambia e come mettere in staking

Fonte immagine: Cryptorivista, Crypto Rivista

Cos’è Ethereum 2.0 e perché il suo arrivo assume un’importanza fondamentale all’interno del settore delle criptovalute?

Il tanto atteso aggiornamento di Ethereum – che prende il nome di Ethereum 2.0 – ha l’obiettivo di risolvere i problemi del network legati alla scalabilità e alla sicurezza. Nella sua prima fase, iniziata il 1°dicembre 2020, il sistema della blockchain passa ad un meccanismo di proof of stake, infatti fino a questo momento la chain utilizzava un protocollo di proof of work.

Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, subirà presto un’implementazione del suo network;

L’upgrade – denominato Ethereum 2.0 – ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la scalabilità del network;

La prima fase dell’upgrade – che inaugurata il 1° dicembre – consiste nel passaggio di Ethereum verso un meccanismo proof of stake.

Cos’è Ethereum 2.0?

Ethereum 2.0, noto anche come Eth2 o «Serenity», è un aggiornamento alla blockchain di Ethereum. Questo vuole rendere maggiormente performanti la velocità, l’efficienza e la scalabilità del network in modo che quest’ultimo possa elaborare un maggior numero di transazioni, evitando allo stesso tempo situazioni di sovraccarico.

Il progetto Ethereum 2.0 sarà rilasciato in diverse fasi: la prima di queste (Fase 0) ha avuto  inizio il 1° dicembre 2020, come riferito in un post sul blog di Ethereum Foundation. Il lancio in tale data era però condizionato al raggiungimento di determinati criteri: in primis la presenza di 16.384 validatori, con il versamento di 32 ETH ognuno per un totale richiesto di 524.288 Ether all’interno del nuovo sistema.

Per prepararsi al lancio a novembre 2020, la Ethereum Foundation ha rilasciato le specifiche della versione 1.0 di Ethereum 2.0, incluso un Launch Pad, dove gli utenti possono registrarsi per diventare validatori in Ethereum 2.0. Ha pubblicato anche lo smart contract di deposito ETH2, definito come «l’anello mancante» del processo.

Cosa cambia con Ethereum 2.0

Ethereum 1.0 utilizza un protocollo denominato proof of work (PoW), mentre Ethereum 2.0 utilizzerà un meccanismo proof of stake (PoS).

Qual è la differenza tra i due?

In questo meccanismo, i miners utilizzano la potenza di elaborazione dell’hardware del computer per risolvere problemi matematici complessi e verificare le nuove transazioni trovando il c.d. nonce. Il primo miner a risolvere il rompicapo aggiunge una nuova transazione al record di tutte le transazioni che compongono la blockchain e in cambio viene ricompensato con criptovalute. Tuttavia, questo processo può richiedere parecchia energia.

Nella Proof of Stake (PoS) occorre dimostrare di essere in possesso di criptovalute per poter partecipare al sorteggio e aver diritto di verificare una transazione. Questi soggetti possono proporsi per la creazione di un blocco in base alla quantità di criptovaluta detenuta e da quanto tempo la detengono.

Altri «validatori» possono poi attestare di aver visto tale blocco. Quando ci sono abbastanza attestazioni, è possibile aggiungere un blocco alla blockchain. I nodi vengono quindi premiati per la proposta di blocco andata a buon fine.

Questo processo è noto come “forging” o “minting”.

Il vantaggio principale della PoS risiede nel fatto che è molto più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla PoW, poiché non rende più necessario il dispendio di energia utilizzato per l’elaborazione dell’algoritmo da parte del computer. Non è quindi necessaria una forte potenza di calcolo rendere sicura la blockchain.

Le diverse fasi di Eth2

Dopo una serie di lanci di test – Topaz, Medalla, Spadina e Zinken – il roll-out completo di Ethereum 2.0 avverrà in tre fasi: Fase 0, 1 e 2 (agli sviluppatori, si sa, piace contare da zero).

La fase 0, tranne eventuali ritardi, avrà inizio il 1° dicembre, mentre le altre avranno luogo i prossimi anni.

Fase 0

La fase 0 prevede l’implementazione della Beacon Chain; questa memorizza e gestisce il registro dei validatori oltre a distribuire il meccanismo di proof of stake (PoS) per Ethereum 2.0. La chain in PoW di Ethereum, quella originale, si affiancherà all’altra, quindi non sono previste interruzioni nella continuità dei dati.

Fase 1

La fase 1, attesa per il 2021, vedrà l’integrazione della proof of stake nelle shard chain. È atteso il lancio di 64 di queste ultime, anche se al momento del loro avvio non supporteranno né account né smart contract.

Fase 1.5

La fase 1.5, aggiornamento provvisorio previsto per il 2021, porterà con sé il trasferimento ufficiale alla proof of stake.

Fase 2

La fase 2, prevista per il 2021/2022, vedrà le shard diventare completamente funzionali e compatibili con gli smart contract. Verranno integrati gli account in Ether, abilitati trasferimenti e prelievi, implementati i trasferimenti cross-shard e le contract call. Creerà ambienti di esecuzione per app scalabili basate su Ethereum 2.0.

Dove e come fare staking di ethereum 2.0

Esistono diversi modi per mettere in staking il quantitativo di Ethereum 2.0 vediamo insieme come fare e dove conviene.

Innanzitutto vediamo come migrare ad Ethereum 2.0

Gli utenti di Ethereum 1.0 potranno bloccare il loro Ether in uno smart contract e verranno quindi accreditati lo stesso importo su Beacon Chain (Staking) in Ethereum 2.0. A quel punto potranno mettere in staking quel quantitativo ed iniziare a guadagnare ricompense direttamente su Ethereum 2.0. 

Alcune piattaforme come KuCoin hanno introdotto ha coppia di trade Eth/Eth2 che permette di scambiare in maniera semplice e veloce la criptovaluta in oggetto.

Esistono modi diversi per fare staking con Ethereum 2.0. In sostanza il funzionamento dello staking con ETH 2.0 sarà sostanzialmente simile a quello di altre criptovalute, come Tron, EOS, Algorand.

Il primo modo, quello più complesso ma anche più sicuro, implica l’esecuzione di un nodo validatore della Beacon Chain. Questa operazione non è affatto banale, ed è anche attualmente costosa. 

Infatti per poter scaricare, lanciare ed eseguire uno di questi nodi è necessario mettere in staking un minimo di 32 ETH, pari a circa 19.000$ ai prezzi di oggi.

Inoltre eseguire un nodo validatore di Ethereum non è propriamente facile, ma chi volesse provarci può seguire le istruzioni riportate su launchpad.ethereum.org, il sito web che mostra come diventare un validatore della Beacon Chain. In tal caso serve un hardware o in alternativa un VPS, ovvero affittare un server in cloud e installarci il client che permetta la validazione delle transazioni di ethereum 2.0. Oltremodo è anche possibile acquistare l’hardware con già il client installato.

In alternativa è possibile invece depositare i propri ETH in un pool.

Esistono già diversi pool pronti a fare staking di ETH 2.0, e sono stati raccolti sul sito beaconcha.in/stakingServices

Ce ne sono di diverso tipo, e con diversi parametri, quindi conviene confrontarli e scegliere quello che più si addice alle proprie esigenze. 

Una cosa in particolare a cui conviene fare molta attenzione è il fatto che queste pool siano o non siano custodial. Infatti se sono custodial, o se sono servizi di terze parti, significa che per partecipare bisogna consegnare loro il possesso dei token, senza avere piena libertà di poterne disporre a piacimento. In tal caso esiste sempre la possibilità, per quanto a volte remota, che il pool non consenta di rientrare in possesso dei propri token, o perchè fraudolento, o a causa di malfunzionamenti o furti, pertanto conviene sceglierne uno non custodial, o uno custodial su cui si ripone molta fiducia. 

Questa seconda metodologia risulta essere molto facile, perchè è sufficiente iscriversi al pool e depositare i propri ETH seguendone le istruzioni. 

Per quanto riguarda la ricompense, si stima che potrebbero essere comprese in un range tra il 4% e 10% annui, ma questa è solamente una stima. 

Partecipare alla Pool, dove conviene pregi e difetti

Exchange come Binance che offrono comunque delle soluzioni custodial, hanno sì il pregio di depositare e dimenticarti di aver fatto tale operazione, al contrario però così come si evince nei termini e condizioni il quantitativo di ether depositato in staking è bloccato per due anni.

Al contrario in KuCoin abbiamo riscontrato l’assenza di questa costrizione biennale. Infatti la messa in staking su Pool-X del quantitativo di ETH2 permette all’utente una reward giornaliera e nessun obbligo di durata in quanto è presente sul mercato spot KuCoin la coppia di trade ETH/ETH2 per scambiare gli asset in stake con ETH ed ottenere liquidità immediata. Pertanto in qualsiasi momento è possibile ritirare l’ammontare depositato senza perdere alcun fondo.

È necessario però depositare almeno 0.01 eth che è la quota media minima generale. I margini percentuali di profitto così come si evincono dal comunicato ufficiale sono compresi tra il 5% ed il 20% annuale ai quali si aggiungono le ricompense giornaliere da POL mining, il token nativo della piattaforma Pool-X, anch’esso liquidabile sul mercato spot.

Inoltre aggiungiamo come KuCoin abbia dato il via ad un’interessante iniziativa per celebrare Ethereum 2.0 (ETH2.0) ed il lancio del programma di Staking ETH2.0 su Pool-X con una campagna promo e giveaway di 320 ETH (192.000 USD circa). Basterà depositare ETH su KuCoin per vincere una quota del montepremi di 180 ETH! (Circa 110,000 USD).

La seconda attività riguarda i top 30 Net Holders e si potrà vincere una quota di 140 ETH! (Circa 85.000 USDT). La terza attività invece sarà per chi deposita ETH per il contratto Ethereum (ETH) Coin-Margined e potrà condividere un premio per 50.000 USDT!

Avviso di rischio: lo staking è considerato un investimento rischioso. Gli investitori dovrebbero essere consapevoli dei rischi di investimento. Cryptorvst non è responsabile per i guadagni o le perdite sugli investimenti degli utenti. Le informazioni che forniamo servono agli utenti per condurre le proprie ricerche e non costituisce un consiglio d’investimento.

Crypto menzionate (1)

Ethereum / ETH

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