ELDA il primo corso professionalizzante in Blockchain arriva all’Università di Firenze

Il corso si chiama ELDA, “Economics and Law of Digital Assets” nasce presso l’Università degli Studi di Firenze dalla condivisione delle competenze accumulate in tale settore sia all’interno del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa, anche grazie all’unità di ricerca BABEL, sia nell’Ateneo.

Il corso a carattere professionalizzante fa convergere in sé competenze di accademici e ricercatori di Università e centri di ricerca esteri nonché il ventaglio delle esperienze applicative da parte di autorevoli esponenti del mondo delle associazioni, dell’impresa, della finanza, della consulenza strategica e dei media.

La chiave per la comprensione di Bitcoin e della tecnologia ad esso connessa passa necessariamente per la conoscenza approfondita, e dall’esperienza accumulata.

Ne abbiamo visti tanti, forse anche troppi, ma mai in un’ Università così prestigiosa si era vista nascere un’iniziativa così lodevole, come quella di strutturare un corso professionalizzante per tutti coloro i quali, che per esigenze lavorative o per curiosità, volessero iniziare ad entrare nel settore cripto-blockchain.

Il corso vuole affrontare in chiave accademica e sotto il profilo teorico-pratico gli aspetti tecnologici, economici e giuridici della tecnologia basata su registri distribuiti, in particolare di quella blockchain.

Abbiamo chiesto al Coordinatore scientifico di Babel, nonché Professore Associato di Economic Law presso l’Università di Firenze, Prof. Filippo Zatti di esprimere delle considerazioni riguardanti quest’iniziativa ed il settore della formazione.

Il problema del futuro è che di solito arriva prima che si sia preparati ad accoglierlo

In questa frase di Arnold H. Glasgow, a mio parere, c’è il senso del tempo che stiamo vivendo. Forse è perché Glasgow aveva vissuto la Grande Depressione. O forse, semplicemente, perché non ha mai smesso di essere curioso delle esperienze della vita al punto da pubblicare il suo primo libro a 92 anni.

Ho sempre pensato che fare una domanda è l’ignoranza di un attimo. Illudersi di avere certezze e credere di poter fare a meno di quelle domande è il male del nostro tempo.

L’istruzione, la ricerca, sono i tesori più grandi ai quali un tempo aspiravamo. Dobbiamo ritornare a considerarli tali prima che sia troppo tardi. Prima che la nostra società non sia in grado di porre rimedio alle difficoltà che l’attendono.

Ripartire da una formazione qualificata, orientata ai mutamenti dei tempi, accessibile, è un primo piccolo passo per provare a ritrovare il cammino interrotto.

Sono trascorsi più di dieci anni dal paper di Satoshi Nakamoto e, ancora oggi, quando si parla di blockchain, molti pensano al Bitcoin, all’incremento di valore che ha avuto da quel 3 gennaio 2009. In realtà, molti altri sono i progetti che da quel momento hanno preso forma dall’applicazione della tecnologia blockchain.

Le statistiche pre-pandemia ci dicono che la quota di mercato delle imprese che investiranno in tale tecnologia nei prossimi dieci anni è destinata a centuplicarsi (fonte: The Insight Partners, dicembre 2018).

Probabilmente, la pandemia ha accelerato questa tendenza nonostante la recessione in atto. Eppure, ad oggi, la formazione garantita in questo settore è ancora limitata in numero e tipologia di proposta.

Lo è ancora di più nel nostro Paese dove l’offerta, almeno a livello accademico, è circoscritta a poche specifiche, seppur interessanti, iniziative, soprattutto, nel settore informatico e a livello postgraduated.

L’idea che ci siamo fatti con BABEL (l’unità di ricerca del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze) che mi onoro pro tempore di coordinare scientificamente, è che occorra estendere la proposta formativa anche a coloro che non hanno conseguito una laurea, magari già occupati o imprenditori che desiderano comprendere i vantaggi e le criticità applicative di questa tecnologia non soltanto sotto il profilo tecnico ma anche economico e giuridico.

L’altro aspetto del quale siamo convinti è che sia utile per i più giovani avere l’opportunità di confrontarsi con quella che sarà una tecnologia pervasiva nella società e nell’economia del futuro. Per farlo, abbiamo pensato a un percorso compatibile con entrambe le esigenze sia in termini di durata, nove settimane, che di fruibilità, essendo il corso ELDA – Economia e diritto dei digital asset interamente a distanza.

Le lezioni saranno brevi, sia quelle introduttive degli argomenti trattati nei dieci moduli del corso sia quelle riguardanti i casi d’uso, e saranno seguite a distanza di tempo di una settimana da una lezione di follow-up con i singoli docenti.

I docenti saranno quante le Regioni del nostro Paese! Porteranno con sé il loro bagaglio di competenze, e le loro esperienze. Le metteranno a servizio dei partecipanti al corso.

Desidero ringraziare tutti i docenti per aver accettato l’invito e la sfida. Sono convinto che sarà un’esperienza importante anche per loro. Mi auguro che possa essere la prima di molte altre. E che il nostro Paese non perda la possibilità di accogliere il futuro anziché subirne le conseguenze.

Se accadesse, sarebbe imperdonabile.

CryptoRivista in qualità di punto di riferimento del settore dell’informazione, anche in questa occasione vuole essere veicolo di pubblicità al fine di aumentare la consapevolezza all’interno ma soprattutto all’esterno del settore, mettendo a disposizione dei docenti gli strumenti congrui a divulgare questa importantissima iniziativa.

Per non perdere le notizie più importanti provenienti dal mondo delle criptovalute iscriviti a CryptoRivista su: FacebookTwitterTelegramLinkedIn.