ISO definisce le blockchain

Attraverso la sua norma 22739:2020 “Blockchain and distributed ledger technologies – Vocabulary”, recentissimamente pubblicata, ISO definisce una volta per tutte il core vocabulary per blockchain e DLT.

La mossa era molto attesa perché mancava fino ad oggi uno standard globale quantomeno sul linguaggio di base. C’erano già, è vero, la NISTIR 8202 “Blockchain Technology Overview” che conteneva un glossario di base, e la ITU-T Technical Specification FG DLT D1.1 “Distributed ledger technology terms and definitions”, ma la norma ISO rappresenta un pietra miliare e ineludibile.

La blockchain viene definita come caso particolare di distributed ledger. Viene chiarita la differenza tra sistema distribuito (sul piano architetturale) e decentralizzato (sul piano della governance), tra permissioned e permissionless, tra pubblico e privato, concetti tutti tra loro ortogonali (Sovrin, tanto per fare un esempio, è una blockchain pubblica permissioned). Sono fornite le definizioni di asset, immutabilità, oracolo, smart contract, trust.

Il testo completo, a pagamento nella versione cartacea com’è usuale per gli standard, è comunque visionabile in preview sul portale ISO. Riportiamo però alcune delle definizioni salienti, fermo restando che la versione ufficiale resta esclusivamente quella in lingua inglese nel testo originale:

  • asset: tutto ciò che ha valore per uno stakeholder
  • blockchain: distributed ledger con blocchi confermati, organizzati in una catena sequenziale di tipo append-only attraverso collegamenti crittografici
  • sistema decentralizzato: sistema distribuito in cui il controllo è distribuito tra le persone o le organizzazioni che partecipano al funzionamento del sistema
  • oracolo: servizio che aggiorna un distributed ledger utilizzando dati esterni
  • immutabilità: proprietà per la quale i record di un distributed ledger non possono essere modificati o rimossi una volta che vi siano stati aggiunti (in taluni casi, l’immutabilità può implicare che anche l’ordine dei record del distributed ledger e i collegamenti tra questi restino intatti)
  • interoperabilità: capacità di due o più sistemi o applicazioni di scambiarsi informazioni e di utilizzare reciprocamente le informazioni che sono state scambiate
  • smart contract: programma informatico archiviato in un sistema DLT in cui l’output di ogni esecuzione del programma stesso è registrato sul libro mastro distribuito (uno smart contract può rappresentare i termini in un contratto legale e creare un obbligo legalmente applicabile ai sensi della legislazione di una giurisdizione applicabile)
  • trust: grado in cui un utente o un altro stakeholder ha fiducia nel fatto che un prodotto o un sistema si comporterà come previsto da quell’utente o quello stakeholder

È essenziale ora, anche ai fini di una governance armonizzata delle implementazioni, in sede sia pubblica sia privata, che tanto i testi normativi (in particolare l’ormai celebre art. 8-ter del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, poi convertito in legge) quanto i documenti strategici, linee guida tecniche, standard e circolari governative italiane vengano aggiornati per referenziare o comunque coordinarsi con la norma ISO.