Le Cayman aumentano l’attrattività dei virtual asset service provider

Fonte immagine: Cryptorivista, Marco Laurenti

Dopo i quadri normativi svizzeri ed estoni ora anche le Isole Cayman promettono un quadro normativo utile per aumentare l’attrattività di capitali stranieri per i “fornitori di servizi di asset virtuali”.

Il Ministero dei Servizi Finanziari delle Cayman ha già pubblicato una prima serie di regole entrate in vigore il 28 ottobre. Queste danno il via a quella che il Ministero chiama “Fase Uno” del quadro, che determinerà come le Cayman regoleranno e applicheranno le misure contro il riciclaggio di denaro (AML) e il finanziamento del terrorismo (CFT).

I fornitori di servizi che già lavorano alle Cayman, o che intendono farlo, dovranno notificare e registrarsi presso l’Autorità monetaria delle Isole Cayman (CIMA) e rispettare le regole AML / CFT.

La “Fase Due“, che dovrebbe iniziare il prossimo giugno, esaminerà i requisiti di licenza e la “supervisione prudenziale” per i VASP (virtual assets service provider).

Giovedì scorso è stato pubblicato un nuovo disegno di legge sugli asset virtuali per introdurre disposizioni per facilitare l’implementazione graduale delle nuove regole e sarà presentato durante la prossima seduta dell’Assemblea legislativa delle Isole Cayman.

Il Ministero ha inoltre affermato che il nuovo quadro “rafforzerà” la capacità del governo di attirare nuove entità o individui capaci di portare beneficio economico alle Isole.

La Fase Uno arriva anche quando le Isole Cayman vengono valutate dalla Task Force di azione finanziaria e dalla Task Force di azione finanziaria dei Caraibi sui suoi sforzi per combattere il finanziamento delle armi di distruzione di massa.

Le nuove regole mirano ad allineare le società per cui le Isole Cayman sono giuridicamente competenti con le regole CFP, AML e CFT, ha affermato il Ministero.

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