Ricerca: La Blockchain potrebbe rendere più sicuro lo smantellamento di siti di costruzione di armi nucleari

Fonte immagine: Cryptorivista, Marco Laurenti

Le Nazioni che stanno lavorando alla dismissione delle armi nucleari dovrebbero utilizzare la tecnologia Blockchain per creare fiducia e rendere il processo più sicuro.

Quest’affermazione nasce da uno studio del King’s College di Londra operata congiuntamente al Center for Science and Security Studies (CSSS) della medesima università. Lo studio suggerisce che l’utilizzo della Blockchain aiuterebbe le parti sottoscriventi il Trattato di non proliferazione nucleare a creare fiducia e rendere lo smantellamento delle armi nucleari più “sicuro, protetto ed affidabile”.

Intitolato “The Trust Machine: Blockchain in Nuclear Disarmament and Arms Control Verification“, il rapporto ha lo scopo di fornire ai responsabili politici uno sguardo non tecnico su come la tecnologia Blockchain potrebbe conformarsi ai requisiti della verifica del disarmo nucleare.

Tra i vantaggi specifici che la tecnologia può offrire per lo smantellamento del processo di gestione dei dati, gli autori del rapporto elencano “uno storico immutabile e crittografato della catena di custodia ddi ciascun elemento smantellato”. Il processo consentirebbe a terzi di verificare il disarmo e lo stato di avanzamento del processo.

Un altro vantaggio è la presenza di un “deposito a garanzia crittografico” per le dichiarazioni nazionali che consentono di rilasciare dati sensibili in modo graduale.

Il team, guidato dal Dottor Lyndon Burford, Ricercatore Associato presso CSSS, afferma che la Blockchain potrebbe fornire una piattaforma dati sicura insieme all’implementazione di sensori di posizione e monitor ambientali. Ciò potrebbe consentire il monitoraggio in tempo reale dello smantellamento di siti remoti, “avvisando automaticamente di potenziali violazioni dei trattati”.

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