Satoshi Nakamoto: ecco il vero patrimonio del creatore di Bitcoin

Spesso ci si imbatte nella domanda: “quanti Bitcoin ha Satoshi Nakamoto?”, a questo proposito, il servizio analitico Whale Alert ha condotto una ricerca e ha determinato che l’attuale patrimonio del creatore della prima criptovaluta ammonta a 1.122.693 BTC. Al tasso di cambio attuale, i Bitcoin posseduti da Satoshi Nakamoto valgono circa $ 10 miliardi.

Per fare i propri calcoli, gli esperti di Whale Alert hanno analizzato tutte le monete estratte dal cosiddetto “miner Patoshi”. Il termine Patoshi, così come “Patoshi Pattern”, fu coniato dal Sergio Demian Lerner. Quest’ultimo fu il primo ad accorgersi di un pattern strano nel mining durante i primi mesi di Bitcoin. Infatti, nelle prime settimane dall’avvio della blockchain di Bitcoin, tutti miner utilizzavano il software diverso per minare la criptovaluta. Tuttavia, tra questa diversità, c’era un miner in particolare che minava più di tutti, appunto Patoshi.

Fonte: Whale Alert

Gli analisti di Whale Alert sono sicuri che il misterioso Patoshi è di fatto Satoshi Nakamoto, questa convenzione è sostenuta da almeno due fatti: 

  1. il cosiddetto “Patoshi Pattern” è apparso sin dalla nascita della blockchain di Bitcoin;
  2. Patoshi ha minato il blocco, la ricompensa per il quale è stata inviata successivamente a Hal Finney (fu la prima transazione nella rete di BTC).

Un’altra curiosità è che Patoshi ha minato Bitcoin fino al blocco n. 54.316. Secondo gli analisti, la sua capacità consisteva in 48 computer, + 1 PC che si occupava di coordinare il tutto.

Whale Alert stima che Patoshi abbia estratto 22.503 blocchi, ricevendo dalla rete una ricompensa che ammonta a 1.125.150 BTC.

Con le entrate è tutto chiaro, ma per quanto riguarda le uscite? Gli esperti hanno dato una risposta anche a questa domanda, in totale, Patoshi ha speso 907 BTC, incluso la prima transazione di 10 BTC inviata a Hal Finney. Quindi, attualmente, Patoshi ha sul proprio wallet 1.122.693 Bitcoin non spesi.

Gli analisti ritengono inoltre che Satoshi Nakamoto abbia supportato la rete anche su altri dispositivi. Quindi, Whale Alert ha associato almeno uno dei Pattern non Patoshi al creatore di Bitcoin. Secondo il rapporto, Satoshi ha anche estratto i seguenti blocchi: # 9, # 286, # 688, # 877, # 1760, # 2459, # 2485, # 3479, # 5326, # 9443, # 9925, # 10645, # 14450, # 15625 , # 15817, # 19093, # 23014, # 28593 e # 29097.

Oltre a tutto, sottolineano gli analisti, l’obiettivo di Satoshi, molto probabilmente, non era quello di minare Bitcoin per arricchirsi, ma di proteggere la blockchain di BTC da un potenziale attacco del 51% in una fase iniziale e molto delicata della sua esistenza. Infatti, a sostegno di questa teoria parla anche il fatto che Patoshi ha interrotto il mining di Bitcoin a maggio del 2010, dopo essersi accertato che la rete fosse stabile. Per di più, secondo Whale Alert, è improbabile che l’1,1 milioni di BTC che Satoshi ha minato verranno mai spesi.

Infine ricordiamo che, di recente si è saputo che Adam Back, uno dei primi Bitcoiner e CEO di Blockstream, ha incontrato Satoshi Nakamoto dal vivo. Tuttavia, lo stesso Back, ha negato categoricamente questa ipotesi.