US Army: per la Corea del Nord lavorano circa 6 000 hacker

Secondo un rapporto dell’esercito americano (US Army), la Corea del Nord ha arruolato più di 6 000 hacker per svolgere le attività dannose in tutto il mondo. La maggior parte di informatici si trova in Russia, Bielorussia, Cina, India e Malesia.

Secondo il comunicato divulgato da US Army, gli hacker che lavorano per la Corea del Nord, o meglio per la Korea People’s Army, sono divisi in quattro divisioni, il controllo sulle loro operazioni è svolto dal dipartimento militare chiamato “Bureau 121“.

Inoltre, afferma il rapporto, il motivo principale per cui la Corea del Nord utilizzata l’outsourcing degli hacker è la mancanza di infrastrutture IT necessarie per gli attacchi su larga scala.

La divisione chiamata Bluenoroff, specializzata in crimini informatici finanziari, compresi quelli che coinvolgono le criptovalute, conta circa 1 700 persone.

La divisione Andarial, con circa 1 600 hacker attivi, si occupa di cercare le vulnerabilità nelle reti e nei sistemi per potenziali attacchi, ad esempio: exchange di criptovalute, vulnerabilità negli smart contract, etc..

Tuttavia, l’esercito americano non è stato in grado di determinare i membri della divisione più famosa e più nota chiamata Lazarus, coinvolta in hacking di diversi exchange di criptovalute, nonché responsabile di aver creato il Bitcoin ransomware WannaCry

A questo proposito ricordiamo che, di recente, i server del produttore di smartwatch Garmin furono attaccati da un ransomware che è riuscito ad estorcere dalla compagnia circa 10 milioni di dollari, e chissà, forse la mente dietro questo attacco erano proprio gli hacker della Corea del Nord. 

Infine sottolineiamo che, la storia di Bitcoin e di altre criptovalute, nonostante la loro giovane età, è già ricca di eventi clamorosi e incidenti eclatanti come SCAM, hacking, scheme ponzi, etc. Per scoprire di più sul lato oscuro delle valute digitali potete leggere il nostro articolo al riguardo.  

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