Analisi della settimana 09/11/2020 sul pair BTC/USD

Fonte immagine: Cryptorivista, Andrea Franceschini

Nella settimana delle attese elezioni americane Bitcoin viene scambiato a 15.500$. La turbolenza sui mercati come previsto è stata molto forte e, a sorpresa, Bitcoin va all’attacco dei livelli chiave che lo resero famoso a fine 2017.

Bitcoin ha finalmente rotto il livello posto a $13.900 che rappresentava il massimo del 2019, situazione che ha portato una grande volatilità trovandosi di fatto, adesso, in territori di prezzo che non venivano toccati dalla famosa run del 2017.

La prossima resistenza si trova in zona $15.900 – $16.200 dove convergono due livelli importanti, il primo dato dal livello 0,236 di fibonacci, il secondo è una resistenza formatasi sul grafico settimanale

Se il prezzo riuscisse a superare questi livelli si potrebbe andare a testare il c.d. “All Time High” posto a $20.000e, se superato, verremmo proiettati in territorio inesplorato.

Se invece il prezzo venisse respinto, i livelli da tenere in considerazione quali supporti sarebbero la zona dove confluiscono due livelli di fibonacci posti a $13.500$13.600, $12.300$11.400 e la zona $10.500$10.000. Nel momento in cui anche quest’ultimi supporti non dovessero tenere un “retest” dell’area $8900-$9.200 sarebbe abbastanza plausibile.

La zona posta nell’intervallo $10.000 – $10.500 è una delle più importanti perché rappresenta una resistenza statica, adesso supporto, testata ben tre volte.

La prima volta è accaduto nel novembre 2019 con una salita repentina ed inaspettata; la seconda durante la ripresa dell’uptrend avvenuta agli inizi del 2020; la terza ad inizio giugno quando il prezzo è stato respinto formando un “bearish engulfing” che ha fatto lateralizzare il prezzo per la maggior parte dell’estate.

La media mobile semplice a 200 periodi ha registrato un nuovo massimo e si trova stabilmente sopra quota $10.000.

La media mobile semplice a 50 periodi si trova in area $11.900.

L’ RSI è bullish, prima del weekend si trovava in zona 84-85, zona di ipercomprato dove frequentemente assistiamo a prese di profitto. Questo evento si è verificato con la formazione di una candela dragonfly doji sui massimi di periodo. A questa è seguita da una candela di storno dai volumi elevati. Nonostante tutto l’ RSI resta in zona di ipercomprato con un valore pari a 72.

Ogni tentativo di short viene riassorbito immediatamente, segno di una domanda sopra la norma. Per questo “higher high” e ”higher low” in sequenza stanno facendo assumere al trend un andamento parabolico nel quale fare trading per i neofiti non è assolutamente facile.

Il prezzo trovandosi in aree aventi poco storico, la volatilità risulta essere molto accentuata. Tale situazione porta a dover avere un’operatività” trend follow” con SL incrementali e/o livelli di presa di profitto determinati aprioristicamente. 

Pertanto un’operatività con entrate graduali potrebbe ritenersi adeguata, evitando “all-in” su un unico livello. Nel caso fossimo già posizionati strumento valido si dimostrerebbe il “trailing stop”.

Concludo con un consiglio, in particolare per coloro che si avvicinano a questo mondo per la prima volta: non esiste un prezzo troppo alto o un prezzo troppo basso, esiste un trend che definisce la validità di un setup

Troppo spesso si incontrano persone attendiste che dicono: “Ormai il treno è passato, il prezzo è troppo alto” e questo, posso assicurare, è un un atteggiamento che il trader non deve mai avere.

Il prezzo va sempre contestualizzato all’interno di un quadro più ampio perché preso come valore assoluto non ha alcuna rilevanza.

Questo articolo NON è da intendersi come consiglio finanziario, che io NON sono abilitato a fornire. Si tratta semplicemente di mie opinioni e mie visioni, che condivido con piacere con voi.