Ecco cosa serve allo sviluppo del mondo Blockchain in Italia

Fonte immagine: Unsplash, Marco Laurenti

Il settore Blockchain in Italia è divenuto uno dei più chiacchierati, sia in senso positivo che in negativo. Tanti sono gli attori in gioco dai privati alle PMI per arrivare sino alle grandi aziende.

Insomma parecchio interesse ma ancora poca è la ricerca scientifica. È proprio per questo motivo che alcuni rilevanti personaggi del settore, congiuntamente al mondo accademico italiano, ed internazionale hanno stato costruito un osservatorio di ricerca in tema Blockchain.

Dopo l’istituzione, da parte dell’unità di ricerca Babel dell’Università degli Studi di Firenze, del corso ELDA che partirà il prossimo ottobre, anche la Federico Secondo di Napoli gioca la sua carta.

Quest’ultima infatti, congiuntamente alla società CryptoDiamond S.r.l amministrata da Luigi di Benedetto, da Italia4Blockchain rappresentata dal Presidente Pietro Azzara, dalla professoressa Cristina Mele (Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e Coordinatrice dell’Ecosistema Italiano Blockchain del dottorato in Management), dalla professoressa Tiziana Russo Spena (Professore Associato di Economia e Gestione delle imprese e membro del consiglio di amministrazione del centro di Ateneo per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria Agroalimentare dell’Università degli studi di Napoli Federico II)  Michele Ficara Manganelli (Fondatore e direttore del Swiss Blockchain Consortium e direttore di Assodigitale), Adriana Carotenuto (Dottoranda in Management e ricercatrice in collaborazione con l’Università di Cambridge), Erica Del Vacchio (Dottoranda in Management e ricercatrice in collaborazione con l’Università Norwegian School of Economics), ha costituito IBNO.

L’IBNO ha lo scopo di promuovere il trasferimento di conoscenze in ambito manageriale e imprenditoriale, con report, articoli scientifici e corsi, realizzando una piattaforma condivisa in grado di connettere saperi ed esperienze a diversi livelli (come ricercatori, imprese, istituzioni). Di particolare interesse è l’individuazione di best practices e di modelli di business innovativi abilitati dall’introduzione della Blockchain.

Il dialogo tra il sistema universitario e il mondo delle imprese può incentivare lo scambio e la condivisione di conoscenze, stimolare l’innovazione creando collaborazioni e opportunità.

L’osservatorio è progettato come un modello di tipo aperto e collaborativo, che prevederà anche il coinvolgimento di altre università e realtà consolidate del territorio nazionale e internazionale.

Grazie alle collaborazioni con il Swiss Blockchain Consortium e l’Università di Cambridge, l’Osservatorio è in grado di offrire un supporto conoscitivo in continuo aggiornamento ad imprese, professionisti ed esperti del settore, per una più ampia analisi delle opportunità e degli ulteriori sviluppi applicativi legati alla blockchain.

Accogliamo pertanto di buon grado lo sviluppo di iniziative simili, capaci non solo di rendere il nostro Paese un esempio di modello di sviluppo tecnologico in Europa.

Come ribadito anche in un nota governativa, pubblicata qualche settimana fa su Cryptorivista.com, il dialogo tra enti, pubblici o privati, accademici ed operatori del settore è, e sarà, la chiave di volta nello sviluppo dell’ecosistema Blockchain.

Come blog di divulgazione, anche di ricerche scientifiche noi ci proponiamo quali strumento di informazione e divulgazione.

L’Osservatorio e il progetto saranno presentati il prossimo 10 novembre 2020 in digital edition al Blockchain Forum Italia, l’evento di categoria italiano dedicato interamente al mondo delle blockchain e delle criptovalute.

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