Cambridge University: nel mondo ci sono 100 milioni di utenti di criptovalute

Fonte immagine: PixaBay, Vlad Golub

Il numero di utenti di criptovalute in tutto il mondo è quasi triplicato negli ultimi due anni, passando da 35 milioni a 101 milioni di persone. Questi numeri sono divulgati in un rapporto sul mercato delle valute digitali creato della University of Cambridge Judge Business School.

Per fare il proprio rapporto, gli analisti della University of Cambridge hanno collaborato con 280 aziende di 59 paesi, inclusi gli exchange di criptovalute, società di pagamento, servizi di custodia e mining pool. Tra le aziende più note che hanno contribuito alla ricerca ci sono: Coinbase, Crypto com, Bitcoin Suisse, Bitmain, Okex, Gemini, etc.

Secondo il rapporto, nel terzo trimestre del 2020, il numero di conti sugli exchange centralizzati di criptovalute ha raggiunto i 191 milioni, di cui gli account attivi sono circa 101 milioni. Nella ricerca tuttavia non sono stati considerati i crypto-wallet non regolamentati.

“L’aumento del numero di utenti del 189% è dovuto sia alla crescita degli nuovi account del 37% sia all’aumento della quota di investitori in criptovaluta che hanno più account”, scrivono gli analisti.

Un’altro dato interessante è che in Nord America ed in Europa i clienti istituzionali e business rappresentano il 30% dell’audience totale di criptovalute, mentre in Asia e America Latina la quota è rispettivamente del 16% e del 10%.

La struttura degli utenti di criptovaluta in diverse regioni del mondo. 

Per quanto riguarda la procedura KYC, il numero della piattaforme di criptovalute che non eseguono la verifica KYC è diminuita dal 48% al 13% in due anni. Molto probabilmente, sottolineano gli analisti, questo dato è dovuto alle norme molto rigide rilasciate da FATF (GAFI).

Invece le criptovaluta più popolari tra gli investitori sono: Bitcoin, Ethereum e Litecoin. Tuttavia, anche le stablecoin stanno iniziando a prendersi una grossa fetta di mercato.

In termini di volumi, continuano a dominare le transazioni per convertire fondi da fiat a criptovalute e viceversa (rispettivamente 65% e 63%). Gli analisti vedono questo dato come un segno che le interazioni con le criptovalute avvengono principalmente attraverso gli exchange.

Per quanto riguarda la sicurezza, nove società di criptovalute su dieci utilizza i cold wallet per archiviare le criptovalute dei clienti. L’81% delle aziende utilizza la multisign per i cold wallet e il 70% per gli hot wallet. 

Tuttavia il 46% dei fornitori di servizi non assicura i propri rischi – quindi in caso di hack, la società dovrà rimborsare i fondi di tasca propria. 

Per non perdere le notizie più importanti provenienti dal mondo delle criptovalute iscriviti a CryptoRivista su: Facebook Twitter Telegram LinkedIn.