Bitcoin: cos’è, chi l’ha inventato, come si crea e come si custodisce?

Che cos’è Bitcoin?  A Cosa servono i Bitcoins?

Bitcoin è una criptovaluta, una moneta digitale inventata da Satoshi Nakamoto che lo definisce come un “sistema di pagamento elettronico peer-to-peer“.

Basato su tecnologia peer-to-peer e sull’uso della blockchain, consente di inviare direttamente pagamenti online da un’entità ad un’altra senza l’utilizzo di un’istituzione finanziaria e più in generale di un terzo garante.

Una delle caratteristiche principali di Bitcoin è la completa decentralizzazione. Esso opera senza la partecipazione di alcun organismo di controllo o banca centrale, l’emissione di monete e l’elaborazione delle transazioni sono effettuate collettivamente dai partecipanti delle rete.

È un protocollo open source per il trasferimento e la detenzione di dati, che garantisce la sua sicurezza e la non contraffazione grazie all’uso di un registro pubblico denominato Blockchain ed a un meccanismo di consenso basato sulla prova di lavoro (proof of work – POW).

Il circuito di transazioni interne utilizza l’unità denominata “bitcoin”, la prima e più famosa criptovaluta, scomponibile fino all’ottava cifra decimale (denominata Satoshi) e corrispondente a 0,00000001 BTC.

Il nome deriva dalla lingua inglese, “bit” è l’unità minima di informazione in informatica e il suffisso “coin” significa moneta.

L’emissione di bitcoin è regolata da un algoritmo che decide la frequenza e la quantità di bitcoin estraibili.

Quanti bitcoin esistono? Quanti bitcoin sono in circolazione?

La quantità totale (max supply) di Bitcoin è 21000000, per sapere invece la quantità di bitcoin circolante consultate questo link sempre aggiornato.

Chi ha inventato Bitcoin?

Bitcoin è stato descritto per la prima volta in un documento pubblicato il 31 ottobre 2008, il suo autore è Satoshi Nakamoto, pseudonimo di una persona o un gruppo di sviluppatori tuttora sconosciuto.

Dello sviluppo e del coordinamento della rete di Bitcoin, al giorno d’oggi, si occupa una comunità di informatici dal nome Bitcoin Core, ma il protocollo è open source, e chiunque può proporre delle modifiche che comunque andranno approvate dal resto della rete.

Cos’è il mining di Bitcoin e Come si creano i nuovi bitcoins?

La creazione di nuovi bitcoin avviene tramite un processo chiamato “mining“.

Possiamo immaginare Bitcoin, la prima e più importante applicazione della tecnologia blockchain distribuita, come un grande registro pubblico, immutabile e decentralizzato.

In questo registro qualunque utente della rete potrà scrivere una proposizione del tipo: “Andrea dà a Vlad 1 bitcoin, firmato Andrea”.

Questo meccanismo è possibile grazie ai “miners” (“minatori”) che provvedono a creare le pagine di questo registro (ovvero i blocchi della blockchain) e a controllare la validità delle transazioni inserite, rendendo tutto pubblico e immutabile, dunque immune da corruzione.

I minatori ricevono una ricompensa in bitcoin per ogni blocco convalidato; infatti il numero di bitcoin totale circolante è in aumento.

Ogni quattro anni, però, la ricompensa si dimezza in un processo chiamato halving: nel 2020 la ricompensa è passata da 12 bitcoin a 6.25 bitcoin, fino ad andare a zero, all’incirca nel 2140.

Ciò significa che il numero totale circolante di bitcoin ha un limite ed è fissato a 21 milioni, con un emissioni controllata e decrescente. Ecco perché è da molti considerato “l’oro digitale”.

Sono sicuri i bitcoin? È possibile falsificare un bitcoin?

La sicurezza della rete bitcoin è data dal processo di mining. I miners usano macchine apposite (Asic) per risolvere i calcoli dell’algoritmo di Bitcoin e ricevere in cambio monete.

Questo meccanismo serve per assicurare l’immutabilità della blockchain e ad evitere il problema di falsificazione del double spending, ovvero la possibilità di spendere due volte la stessa moneta in una diversa transazione.

Questo processo rende sconveniente un attacco a bitcoin ed incentiva la partecipazione dei miner alla sicurezza della rete.

Un attacco alla rete è comunque possibile e si chiama “51% attack“; in questo tipo di attacco un singolo individuo dovrebbe possedere più del 50% della potenza di calcolo complessiva della rete per potere riscrivere la blockchain a proprio piacimento. Ovviamente un attacco del genere è più difficile in rapporto alla distribuzione e alla dimensione della potenza di calcolo totale della rete.

Per quanto riguarda la sicurezza dei wallet più che la violazione delle chiavi di accesso tramite brute force i problemi che riguardano questo aspetto sono sulla conservazione in sicurezza della seed phrase.

Bitcoin permette di essere proprietari unici delle monete possedute, con tutti gli aspetti negativi che ne conseguono. Quindi se il possessore di un wallet perde le relative chiavi di accesso non c’è modo di recuperare quei Bitcoin.

Inoltre, se la rete di Bitcoin può dirsi abbastanza sicura, questa non la protegge comunque da truffatori e malintenzionati, che cercano costantemente di sfruttare questo sistema (come qualsiasi altro che generi valore) per relizzare raggiri o truffe. Per approfondire leggi il nostro articolo sugli usi illeciti di Bitcoin e delle criptovalute

Qual è la differenza tra Bitcoin e Paypal, Skrill, Stripe o Conti Bancari online?

Tutti questi servizi necessitano di un garante che si occupi della regolarità delle transazioni tra due utenti: questo perché in realtà non siete in possesso dei vostri soldi, ma li avete affidati ad un fiduciario, che ha il controllo dei vostri fondi.

Ad esempio, nel caso di malfunzionamenti della vostra banca non potrete infatti ritirare i vostri soldi in contanti oppure potreste non riuscire a fare un bonifico urgente.

I bitcoin invece sono sempre in vostro possesso, e nessuno potrà fare nessuna operazione con i vostri fondi all’infuori di voi o, più precisamente, dovremmo affermare che i vostri fondi sono sotto il controllo di chi possiede la vostra chiave privata.

Inoltre i Bitcoin non sono confiscabili e le transazioni non possono essere in alcun modo annullate.

Dove si custodiscono i Bitcoin? Cos’è un bitcoin wallet? A cosa serve un wallet di Bitcoins?

Il Bitcoin wallet è un portafoglio elettronico per BTC, più precisamente esso da solo l’accesso all’uso dei bitcoin posseduti che, in realtà, esistono solamente sulla blockchain (di Bitcoin), ovvero le pagine del nostro grande registro pubblico che memorizza tutte le transazioni degli utenti.

Quindi, di fatto, un wallet non contiene nessun bitcoin. È un software in grado di diffondere ai nodi della rete una proposizione con la struttura seguente: “Andrea cede a Vlad 1 bitcoin, firmato Andrea”.

Una volta che questa transazione sarà replicata verso gli altri nodi della rete, sarà possibile per i “miners” inserirla in un blocco, rendendola autentica e immutabile.

Ciò che rende spendibili i vostri bitcoin e immutabili le vostre transazioni, si chiama chiave privata ed è un codice molto lungo (che rappresenta la vostra firma) contenuto dentro al wallet.

Se qualcuno entrasse in possesso di tale codice, potrebbe firmare transazioni al posto vostro e rubare così i vostri bitcoin inviandoli verso altri wallet.

Quindi possiamo affermare che la sicurezza di un wallet, dal momento che la blockchain è immutabile, dipende in larga parte dal grado di protezione della vostra chiave privata.

Quanto vale un Bitcoin? È possibile controllare la quotazione e l’andamento di Bitcoin?

Bitcoin viene scambiato giornalmente su molti exchange e il prezzo di un bitcoin viene deciso dall’incontro della domanda con l’offerta.

Alcuni ritengono che il prezzo del bitcoin non sia supportato da niente.

Secondo James Rickards però, l’autore del best seller “Currency War”, qualsiasi valuta nella storia del denaro è sostenuta solamente dalla fiducia, e lo stesso vale anche per i bitcoin o le altre criptovalute.

Nella comunità di bitcoin questa fiducia è stipulata in base ad un complesso algoritmo di consenso. Il prezzo di un bitcoin è influenzato principalmente dalla fornitura totale circolante e dall’aumento/diminuzione della domanda.

Anche i prezzi dell’oro si basano su questo principio: proprio come i costi di estrazione sono fattori di influenza primari per l’oro, il prezzo dei bitcoin è determinato dalla necessità di risolvere determinate equazioni tramite il mining, con specifici hardware ed un notevole consumo energetico.

L’altro aspetto è la domanda di Bitcoin, che si basa sulla conoscenza della tecnologia Bitcoin, sulla sua popolarità, sulla fiducia tra i membri della community, sulla trasparenza, sulla crittografia, sulla speculazione e forse dovremmo aggiungere tanto altro, ma per il momento è sufficiente.

Se la domanda è elevata e l’offerta non soddisfa la domanda, ciò provoca un picco positivo nel grafico del prezzo. Quindi se, come sappiamo, i bitcoin sono una quantità finita, che non supererà mai i 21 milioni, l’offerta è molto controllata.

Un celebre modello previsionale del prezzo di Bitcoin che si è sempre dimostrato abbastanza affidabile e lo Stock To Flow, che mette in relazione l’emissione decrescente di bitcoin rispetto al suo valore.

Come si comprano i Bitcoin? Dove comprare Bitcoin? È possibile scambiare Bitcoin per Euro o Dollari?

Ci sono diversi modi abbastanza affidabili e veloci per comprare bitcoin.

Solitamente avviene attraverso gli exchange: siti web che, essendo sotto il controllo di un determinato proprietario, potrebbero essere considerati alla stregua di “banche per criptovalute”.

Alcuni exchange offrono l’acquisto di Bitcoin tramite carta di credito o bonifico bancario, principalmente in Nord America e Europa occidentale: ad esempio Coinbase o Kraken sono due servizi che permettono lo scambio di criptovaluta con euro e dollari.

Esistono anche exchange decentralizzati (DEX), in cui è possibile scambiare criptovalute direttamente dal proprio wallet, senza passare per un intermediario, ma per il momento i volumi sono bassi, molto bassi ed è leggermente più complicato utilizzarli.

Inoltre i bitcoin possono essere acquistati in occasione di un incontro personale o altro tipi di accordo, avendo in precedenza trovato il soggetto interessato alla transazione.

Questo metodo, tuttavia, può essere rischioso per motivi palesi, anche se stanno aumentando le piattaforme che registrano feedback di venditori/acquirenti fisici di bitcoin, come la più nota Local Bitcoin.

Stanno aumentando anche il numero di Bitcoin ATM, delle sorte di “sportelli bancomat” che però permetto l’erogazione o il deposito di criptovalute in cambio di denaro fiat tramite uno sportello fisico.

Dove si usano i bitcoin?

Il Bitcoin è un fenomeno relativamente giovane, tuttavia ci sono molte opportunità per usarlo come mezzo di pagamento, per acquistare beni o servizi reali.

È già possibile usarlo per pagare in molti ristoranti, tabaccherie, alberghi e servizi di taxi in giro per il mondo. Su internet è ancora più facile utilizzare i bitcoin per acquistare biglietti e abbonamenti, contenuti digitali, siti di hosting e domini, corsi online, software e tanti altri tipi di prodotti.

È inoltre possibile trovare esempi di come il bitcoin sia stato utilizzato in questi anni anche per acquisti costosi: case, auto, yacht, giocatori di calcio e collezioni di vinili.

Altri considerano Bitcoin come un investimento a lungo termine, credono fermamente nell’avanzare di questa tecnologia e continuano ad accumularli (Facendo hold o hodl se si parla di cripto…) aspettando che salgano di valore, altri ancora sono forsennati speculatori che fanno della volatilità il loro cavallo di battaglia.

Devo dichiarare al fisco i miei Bitcoin? Devo dichiarare i redditi ottenuti dalle criptovalute? Qual’è la tassazione di bitcoin?

Bitcoin è una moneta “strana” e sicuramente rappresenta uno spartiacque per un tipo di denaro nuovo, poichè è colui che guida il settore delle criptovalute. Inoltre la sua natura decentralizzata rende difficile il suo inquadramento.

Ogni stato gestisce la questione BTC come meglio crede, alcuni lo hanno addirittura dichiarato illegale ma, nella maggior parte dei casi, viene regolamentato in un modo o nell’altro.

Lo stato italiano li equipara a valuta estera e obbliga a dichiararli nella dichiarazione dei redditi e nel quadro rw, il possesso come anche le plusvalenze derivate da attività di trading. A tale proposito suggeriamo di approfondire l’argomento tramite questo articolo: “Come e quando dichiarare i redditi ottenuti dalle criptovalute?“.

ll sistema Bitcoin è veramente anonimo?

Questo è un altro equivoco diffuso. Piuttosto che anonimo è giusto affermare che Bitcoin sia pseudo-anonimo, o meglio sfrutta identità pseudonime.

Quando si parla di anonimato si intende il rapporto tra l’identità del mittente o il destinatario della transazione e l’indirizzo bitcoin che gli appartiene.

Il movimento di fondi e il saldo attuale di un indirizzo possono essere visionati da chiunque, anche se spesso è impossibile stabilire a chi appartengano esattamente quei wallet.

Tuttavia capita che qualcuno pubblichi il proprio indirizzo su qualche chat online, social network o lo esponga nel proprio negozio: proprio per questo motivo molte persone creano nuovi wallet ogni volta che desiderano effettuare o ricevere una nuova transazione.

Ad ogni modo con sufficiente desiderio e mezzi, è possibile tenere traccia dell’indirizzo IP del mittente, anche se esso non è affatto memorizzato nella blockchain.

Tali informazioni potrebbero essere disponibili per i proprietari dei server di alcuni exchange, lasciando in teoria la possibilità di stabilire l’identità del mittente o ricevente della transazioni dalle forze dell’ordine o da agenzie specializzate che combattono il crimine online, attraverso accurate indagini telematiche.

Bitcoin è una bolla speculativa? Bitcoin è un ponzi?

Bolla è un termine divertente per un evento catastrofico: potremmo definirlo un ciclo economico caratterizzato da una rapida escalation dei prezzi di un bene seguita da una contrazione vertiginosa.

Dopo un’esuberante speculazione irrazionale che spinge i prezzi molto più in alto di quanto una persona sana sarebbe disposta a comprare, gli investitori smettono di comprare e proseguono con una massiccia vendita che porterà giù il prezzo, aumentando il panico e facendo esplodere la bolla definitivamente.

Non è questo il nostro caso. Bitcoin è cresciuto esponenzialmente ed ha avuto vari cicli di bolle speculative ma non è mai andato a zero nonostante sia stato dichiarato morto centinaia di volte.

Inoltre Bitcoin non è neanche una piramide finanziaria o un ponzi, un sistema che promette un profitto irrealisticamente elevato, presupponendo che il reddito dei partecipanti alla struttura sia fornito dalla costante attrazione di denaro dei nuovi investitori.

In questo caso il reddito dei primi partecipanti alla piramide è fornito dalle persone che entrano successivamente nella struttura, e non appena l’afflusso di denaro si ferma, l’intera piramide crolla, lasciando con le tasche piene solo un piccolo numero di persone, tra cui sicuramente ci sarà l’ideatore di questo schema ponzi.

Bitcoin invece non promette alcun beneficio agli investitori. La sua unica promessa è il completo controllo sulle proprie finanze.

E anche se siamo d’accordo con l’ipotesi che la domanda di bitcoin da parte di nuovi utenti o investitori istituzionali stia aumentando, i primi partecipanti alla rete non riceveranno mai, per esempio, dei dividendi dai nuovi partecipanti.

Un ultimo fattore fondamentale: la natura distribuita del sistema Bitcoin implica l’assenza di una singola struttura centrale in grado di beneficiarne finanziariamente a scapito degli altri utenti.

È possibile guadagnare bitcoin gratis?

Si, esistono programmi chiamati fauchet (rubinetti) che erogano ad intervelli di tempo più o meno regolari una piccola quantità di bitcoin (solitamente pochi satoshi) in seguito alla risoluzione di semplici enigmi. Purtroppo è difficile accumulare grandi quantità di bitcoin con questi metodi che diventano sempre meno remunerativi con il passare del tempo.

È possibile reperire notizie aggiornate su bitcoin?

Si, puoi seguire tutti le news relative a Bitcoin tramite questo link.

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