Staking su PoS: Cos’è e come funziona?

Con la parola Staking (dall’inglese stake – “puntata”, “parte del profitto”) si indica il processo di ricezione delle entrate passive da criptovalute tramite l’algoritmo di consenso PoS e le sue variazioni.

L’essenza del processo di Staking è mantenere le monete nel proprio wallet al fine di ottenere il diritto di partecipare al mining di una determinata criptovaluta e ricevere una ricompensa.

L’algoritmo PoS e i suoi derivati vengono già utilizzate in molte crypto altcoin come Cardano (ADA), Cosmos (ATOM), Tron (TRX), NEO, Komodo (KMD) e in futuro verrà implementato in Ethereum 2.0 (ETH).

Cos’è l’algoritmo Proof of Stake (PoS)?

Proof-of-Stake (dall’inglese proof of stake – prova di proprietà) è un meccanismo di consenso implementato per la prima volta nel 2012 nella criptovaluta PPCoin (attualmente PeerCoin).

L’idea centrale dell’algoritmo è che gli utenti possono bloccare le criptovalute nei loro wallet e ad intervalli particolari determinati dalla blockchain, il protocollo assegnerà a uno di loro il diritto di validare il blocco a fine di ricevere il profitto.

La probabilità di essere scelti per validare un blocco è proporzionale alla quantità di monete – più monete possiede un utente nel wallet e più saranno le sue probabilità.

Che cos’è Delegated Proof of Stake (DPoS)?

Delegated Proof of Stake è un meccanismo di consenso inventato da Daniel Larimer ed implementato per la prima volta nella blockchain di BitShares.

Il concetto chiave di DPoS e molto simile a Proof of Stake, tuttavia, invece di usare le proprie criptovalute come metodo di validazione, il protocollo permette agli utenti di impegnare i propri saldi come voti, in cui il potere di voto è proporzionale al numero di monete in possesso.

Questi voti vengono poi usati per eleggere un numero di delegati che gestiscono la blockchain per conto dei loro elettori, garantendo la sicurezza e il consenso.

Tipicamente, come accade nella blockchain di EOS, le ricompense ottenute dallo staking sono distribuite a questi delegati eletti, i quali distribuiscono poi una parte del loro profitto ai propri elettori proporzionalmente ai loro contributi individuali.

Quanti versioni dell’algoritmo Proof of Stake (PoS) esistono?

La forma “pura” del meccanismo di consenso Proof of Stake viene usato raramente, nella maggior parte delle criptovalute sono implementati le seguenti modifiche ibride:

  • Lease Proof of Stake / LPoS (PoS con la possibilità di noleggiare i propri token ai nodi),
  • Proof of Stake Velocity / PoSV (prova di velocità),
  • Proof of Space (prova basata sulla quantità di spazio su hard disk),
  • Proof of Storage (prova della memorizzazione dell’intera blockchain) e altri.

Attualmente, il meccanismo di consenso PoS e le sue varianti sono utilizzate da dozzine di criptovalute: EOS, NEM, Lisk, Waves, Cardano, QTUM, Bitshares, Nxt, Stratis, OmiseGo e altre.

Inoltre, ricordiamo che il Proof of Stake verrà implementato nella blockchain di Ethereum 2.0; rimani informato: News Ethereum 2.0

Come funziona lo Staking su PoS?

Nell’algoritmo di mining (forging) Proof of Stake, a differenza di Proof of Work utilizzato in Bitcoin, la validità delle transazioni nella blockchain viene verificata attraverso i nodi o pool con un’adeguata quantità di monete.

Quindi, la verifica della transazione, nonché dei blocchi, avviene attraverso una selezione pseudo-casuale del validatore. Per selezionare un nodo che agirà da validatore del blocco, il sistema sceglie in base a una combinazione di fattori che possono includere periodo di staking, randomizzazione e fondi di proprietà del nodo.

Nei sistemi PoS, il livello medio di difficoltà di mining e la sua redditività sono inversamente proporzionali al numero di token che un determinato wallet, nodo o il pool possiede al suo interno.

Poiché il mining di token sull’algoritmo Proof of Stake non richiede l’uso della potenza del PC, i partecipanti al pool non sono generalmente chiamati miner (“minatori”), come nel caso delle criptovalute basate sull’algoritmo PoW, ma forger (“fabbro”).

La loro remunerazione è limitata alla commissione per lo svolgimento delle transazioni e l’ammontare del reddito è determinato dall’indicatore dell’età della moneta, che si ottiene moltiplicando il numero totale di monete per la durata della loro conservazione da un forger.

Per diventare un “forger“, l’utente deve possedere sul proprio wallet una determinata quantità di monete stabilità dalla blockchain. Ad esempio, dopo il lancio di Ethereum 2.0, per fare il forging, l’utente dovrà possedere sul proprio wallet almeno 32 ETH.

Il mining, o forging,  di monete Proof of Stake non richiede l’installazione di attrezzature costose (dispositivi ASIC, sistemi di raffreddamento e alimentazione autonoma): un laptop o un PC fisso è più che sufficiente per fare lo staking.

Tuttavia, poiché i forger devono possedere un gran numero di monete all’interno dei propri wallet per avere la possibilità di validare il blocco, per aumentare i propri chance si uniscono in pool.

Come funziona lo Staking su DPoS?

DPoS è una versione alternativa di Proof of Stake, invece di fare lo Staking ogni portafoglio con le monete all’interno può votare per “delegati” – rappresentanti della community che hanno ricevuto il diritto di generare i nuovi blocchi e ricevere una remunerazione sotto forma di commissioni (Fee) per l’approvazione delle transazioni.

Inoltre, i delegati gestiscono la blockchain per conto dei loro elettori, garantendone la sicurezza e il consenso. Qualsiasi membro della blockchain può diventare un delegato, ma solo per un breve periodo.

Inoltre, gli elettori possono votare anche per i “testimoni“. Le posizioni dei testimoni e dei delegati differiscono in varie cryptocurrencies e un ruolo può assorbire le funzioni di un altro ruolo o addirittura eliminarlo.

DPoS utilizza un sistema di reputazione e votazioni in tempo reale per eleggere testimoni e delegati. I testimoni generano e distribuiscono blocchi, confermano le transazioni, detengono le monete allo Staking e votano. Tuttavia, a differenza dei delegati, i testimoni non possono influenzare le regole della blockchain.

Tutte le monete nelle blockchain con l’algoritmo di consenso DPoS sono divise in libere (in circolazione) e quelle in Staking.

Ognuno può determinare personalmente la dimensione da allocare allo Staking. Con l’aiuto di tali monete, si può diventare un testimone, votare per i delegati e prendere parte alla gestione della rete attraverso gli smart contract.