Italia e Blockchain – Il decreto semplificazioni

Il titolo del Decreto 135/2018 varato a Dicembre, convertito con la Legge 12/2018, la dice lunga sul contenuto e sulle prospettive future dell’impiego dei registri distribuiti.

 

La sburocratizzazione pare essere nelle priorità del Governo corrente che, nonostante alcuni dissapori, continua a procedere per la Sua strada sul versante blockchain. Una tecnologia di cui recentemente si parla, anche se ancora troppo poco e troppo superficialmente. Nostra premura sarà accompagnare esperti e meno esperti in un’analisi a 360° gradi di questo fenomeno tecnologico in espansione continua. 

 

Per potersi però muovere liberamente e consapevolmente è necessario conoscern anche, e soprattutto, i limiti. 

 

Ma capiamo meglio il testo. 

 

L’art.8 ter della legge 12/2019 ha definito le «tecnologie basate sui registri distribuiti». Tale definizione è importante per due motivi: perché dà una veste legislativa alla blockchain e perché rimanda a norme tecniche che l’AgId (l’Agenzia per l’Italia digitale), entro 60 giorni dovrà pronunciarsi sulle linee guida di sviluppo di tale tecnologia. 

 

Gli studi legali sono quindi in pieno fermento; da una parte si sta iniziando ad intravedere un substrato normativo di riferimento. Dall’altra essendo normative non condivise né a livello europeo né a livello extracomunitario, fanno vacillare alcuni principi cardine recentemente ridiscussi. Uno fra tanti la privacy. Singolare è come la norma parli di pubblici registri, il che dovrebbe già farvi pensare che magari nel settore privato le acque si sono mosse già da tempo.

 

Costituito il substrato, è ora necessario che l’AGID faccia il suo. Questo perché alcune Amministrazioni Pubbliche e Società Private stanno già iniziando ad utilizzare la tecnologia della blockchain. 

 

Scopriremo insieme, dove, come e quali saranno i benefici.

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